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Vader + Disguise

Data: 26 giugno 2004
Località: Porto D'Ascoli, Brunch Pub

A cura di: Paola "Mystika" Di Marco

Qualche mese fa, non appena venni a conoscenza dell' imminente calata dei Vader nelle Marche (si sarebbero scomodati addirittura per venire nel mio pub metal "di fiducia", il Brunch di Porto D'Ascoli!), col pensiero ero già lì in adorazione. Avevo visto i truci polacchi all' opera già due volte, ma come rifiutare una terza esperienza all' insegna della violenza più chirurgicamente e consapevolmente eseguita, e per di più vicino casa? Soltanto qualche istante dopo la notizia realizzai che per quel giorno di giugno era prevista già da tempo la fatidica festa di addio al nubilato per una mia carissima amica prossima al matrimonio. E ovviamente, tra Vader e festa di addio al nubilato (con annessa cena a base di ogni ben di Dio, alcool a fiumi e… rullo di tamburi… strip tease maschile!) bè, mi dispiace per i Vader, ma vince di gran lunga lo strip t… ehm, la festa per la mia cara amica. Comunque, arrivato il mitico giorno della festa, quando ormai da tempo avevo abbandonato l'idea di rivedere i Vader, ecco invece che l'addio al nubilato viene magicamente spostato al giorno dopo, permettendomi di presenziare alla brava esibizione dei polacchi. Sapevo che sarebbe toccato ai blackster Disguise aprire le danze, e la cosa mi intrigava non poco. Ho già avuto il piacere di parlare in maniera entusiastica della band pugliese in occasione del recente debut autoprodotto "Human Primordial Instinct", e i Disguise non hanno fatto che confermare dal vivo l'ottimo giudizio da me espresso in sede di recensione qualche mese fa, anzi, hanno addirittura rincarato la dose. Dal vivo infatti i brani che avevo sentito su disco risultano ancora più taglienti ed aggressivi, e la band stessa enfatizza la violenza del proprio approccio grazie ad un face painting efficace e lungi dal ridicolo (anche se, a onor del vero, le gesta del cantante che si diletta nello spalmarsi il cervello crudo di non so quale animale in bocca e sui pantaloni, sono a dir poco da baraccone…). A coronare l'esibizione è poi un sound decisamente pulito e cristallino, penalizzante solo il ruolo della tastiera, che si vede soffocata dalle imperanti chitarre. Chiude in bellezza lo spettacolo una ben realizzata cover dell' indimenticabile "Mother North" (Satyricon). A questo punto della serata il programma del concerto viene stravolto, perché, udite udite, a salire sul palco dopo i Disguise non sono, come previsto dal bill, i bolognesi Icon Of Hiemes, ma addirittura gli headliner stessi, lor signori i Vader!!! A causa di problemi non meglio identificati i Vader hanno scelto di tagliare la testa al toro e suonare nel bel mezzo della serata, lasciando le ore tarde alle due band che dovevano aprire loro la strada, Icon Of Hiemes e Necrotorture. La scelta degli headliner, anche se anomala, è stata accolta dalla sottoscritta in maniera positiva, considerato il fatto che la mattina dopo la sveglia sarebbe stata alle 6:30 (per simpatici motivi lavorativi…) e che la mia palpebra calante iniziava già ad incombere insistente all' una. Ma in una bolgia di fumo e sudore i Vader hanno saputo risollevarmi la palpebra, nonché energizzare a dovere un pubblico stranamente poco nutrito, ma visibilmente entusiasta. Quel che subito è saltato agli occhi è stata la mancanza dietro le pelli dello storico batterista Doc, e lì per lì qualche dubbio aveva iniziato ad insinuarsi… E invece, pur se temporaneamente orfani del loro storico drummer, i nostri hanno sfoderato come asso della manica inaspettato un novellino batterista prodigioso, zittendo cosi nell' immediato ogni eventuale dubbio sulla possibilità di rimpiazzare Doc. La scelta dei brani eseguiti è stata efferata, micidiale la successione a mitraglietta di hit storiche quali "Sothis" e "Silent Empire" su tutte (le migliori in assoluto in veste live), alternate a episodi tratti dagli ultimi lavori. Questi ultimi, pur non brillando al medesimo livello dei brani presi da un "De Profundis" o da "Black To The Blind" (grandiosa "Carnal"!!!), reggono ugualmente bene la tensione, risultando dal vivo ancora più pieni e potenti di quanto non lo siano già abbondantemente su disco. E se il nuovo materiale perde in articolazione e in "nervosismo" ritmico, dal vivo guadagna certamente in semplicità e approccio frontale. La voce unica di Peter poi, come sempre riconoscibilissima anche tra mille, offende che è un piacere. Le chitarre matematicamente martoriate, tagliano e riempiono il locale in visibilio. I Vader dal vivo sono sempre una conferma, anzi, migliorano di volta in volta, ed è sempre un piacere tornare a contemplarne la furia scatenata. Purtroppo la mia serata, per i motivi di levata mattutina sopra accennati, si è conclusa dopo l'esibizione dei polacchi: non posso quindi riportare le gesta delle due band ancora da venire sul palco, Icon Of Hiemes e Necrotorture, per le quali non posso che rinviare alla prossima!

Paola "Mystika" Di Marco