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The Gathering + Pale forest

Data:01/04/03

Localita:Circolo degli artisti, Roma

Premetto che i The Gathering sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto, e che uno dei miei sogni sarebbe quello di rinascere con la splendida voce di quell’angelo chiamato Anneke. Ma, per svariati motivi (oltre a non esserci nata), non ero mai riuscita a presenziare ad un loro concerto… prima di ieri! Inutile dire che è stata un’esperienza fantastica. Ma andiamo per gradi. Ad aprire le danze sono stati i norvegesi Pale Forest, band che, mea culpa, non avevo mai avuto il piacere di ascoltare prima; lacuna che comunque provvederò a colmare al più presto, vista la consistenza artistica del gruppo in questione. La band, grazie soprattutto all’ottima prestazione della cantante, si è dimostrata matura e coinvolgente, riscaldando a dovere un pubblico che ha mostrato con frequenti applausi di gradire la proposta dei norvegesi, molto affine comunque a quella degli headliners. Terminata l’esibizione dei Pale Forest, una fiumana di fans inneggianti si è improvvisamente materializzata sotto il palco accalcandosi a più non posso, e spiattellando la povera sottoscritta sul bancone del bar (colgo l’occasione per ringraziare: 1) quel caro ragazzo che per tutta la sera ha simpaticamente poggiato i suoi capelli sudati sulla mia faccia, incrementando quel piacevole senso di fresco e pulito tipico dei concerti metal; 2) quell’altro caro ragazzo che mi ha gentilmente rovesciato addosso due 0,4 di birra…). In ogni caso, dopo una pausa che sembrava infinita, sopra il brusio di fondo finalmente si stagliano le note iniziali di A Life All Mine (tratta dal nuovo Souvenirs), che fungono però solo da intro alla sognante Golden Grounds: da brivido il finale, sussurrato nel silenzio generale! Incredibile, la voce di Anneke non perde nulla dal vivo, anzi, è ancora più emozionante, toccante, semplicemente fantastica! Il secondo brano proposto è Nightime Birds (unica song tratta dall’omonimo album), che ha visibilmente colto nel segno: durante il ritornello la voce di Anneke quasi non si sentiva perché tutti, ma dico tutti, cantavano con lei! E’ l’ora poi di altri brani tratti al nuovo album, in vero riproposto quasi per intero: mancano infatti all’appello le sole We Just Stopped Breathing, Melena e… l’eterea You Learn About It, senza dubbio la grande assente della serata, acclamata ripetutamente e con forza dal pubblico, ma inspiegabilmente assente dalla scaletta. Tra le nuove songs proposte sono comunque degne di lode la bellissima Monsters e la acida Even The Spirits Are Afraid, entrambe rese in maniera energica e passionale. Dal passato più prossimo invece i The Gathering ripescano ben poco, in ogni caso giocando egregiamente le poche carte scelte: Saturnine e Amity dal ruvido If_Then_Else (entrambe cantate a squarciagola dal pubblico in visibilio), e The Red Is A Slow Colour e Travel dal monumentale How To Measure A Planet?, dal quale ho sperato fino alla fine traessero altre magiche perle (quali Locked Away, Illuminating, Liberty Bell, Rescue me…ma, d’altronde non sì può aver tutto dalla vita). E poi, la scaletta eseguita è stata tutt’altro che banale, anzi, ha regalato ai fans di antica data (leggasi 1995) le pesanti note delle doomeggianti Leaves e Eleanor (con tanto di sfurate di doppia cassa!), tratte dall’indimenticabile Mandyllion, disco ancora “metallico” e guitar oriented. Ma arriva la tragica ora in cui Anneke ringrazia e augura a tutti la buonanotte: il pubblico si ribella e implora la band (continuando, invano, a elemosinare “You Learn About It”!!!), che torna sul palco e propone altre due songs tratte dal MCD Black Light District fresco di stampa. Una serata unica, una prestazione eccezionalmente coinvolgente e suggestiva: da ieri sera non faccio altro che risentire Souvenirs, e rievocare le parole sussurrate da Anneke a fine concerto: “I am speechless, I am speechless, I am spechless…”.

Mystika