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Suffocation + Dominance

Data: 23/11/2004

Località: Transilvania Live - Reggio Emilia

Foto di: Giorgio Uccellini

E' difficile descrivere a parole quali reazioni si inneschino nell'organismo quando giunge alle orecchie la notizia che a distanza di pochi mesi da Morbid angel e Obituary anche i Suffocation calcheranno il palco del Transilvania Live di Reggio Emilia. Ma ancor più difficile è immaginarsi cosa riescano a tirare fuori dagli amplificatori i cinque newyorkesi, una volta aperte le danze. Ma andiamo per gradi. Per quel che riguarda il pre-concerto, non posso negare di essere rimasto amareggiato nell'apprendere che gli immensi Beheaded, inizialmente indicati come band di supporto, hanno dovuto rinunciare quando hanno realizzato che per assolvere a tale compito avrebbero dovuto di tasca propria la bellezza di 600   ai Suffocation stessi. E infatti non è un caso che i gruppi spalla siano rimasti un' incognita fino al giorno del concerto, e più precisamente fino alla sera stessa, quando sono venuti fuori i nomi di due band locali: Artifact e Dominance. Cosa ci facessero sul palco gli Artifact ancora me lo sto chiedendo, e non credo di essere l'unico: non un combo death o brutal, per restare in tema con la serata, ma una heavy/power metal band con sporadici stacchi thrash e melodic death. Posso capire che siano stati chiamati in extremis dato che nessuno voleva sborsare quei benedetti soldi, ma tra pezzi banali e acerbi, resa dal vivo scarsa (la cover di "Creeping death" parlava da sola) e voce del cantante odiosa, la performance è stata a dir poco fuori luogo e tediosa. Per fortuna a ristabilire l'umore ci hanno pensato gli emiliani Dominance che, nonostante i suoni ignobili che soffocavano completamente le chitarre, hanno scaldato l'atmosfera ed hanno reso finalmente partecipe il pubblico con un death di buona caratura, a sprazzi melodico e con capatine al black; impossibile inoltre non citare la onnipresente voce del cantante, molto particolare ma varia e potente. Peccato per i suoni che non hanno dato i giusti meriti ai cinque ragazzi emiliani, sarebbe stato bello sentire appieno le loro promettenti potenzialità. Questo però era il concerto dei Suffocation; tutto viene cancellato quando ti trovi davanti Frank Mullen, Terrance Hobbs, Guy Marchais, Derek Boyer e Mike Smith. Cominciamo col primo: Mullen è senza dubbio tra i migliori front-man che abbia visto, con il cattivissimo look hardcore (rasato, maglietta senza maniche, pantaloni larghi e scarpe da skate) e il suo possente e cavernoso growl si è dimostrato perfetto sia per quanto riguarda la prestazione vocale, che per la tenuta del palco. La coppia di asce Hobbs-Marchais non ha sbagliato un colpo: il primo, rastone di colore con gli occhi semichiusi dovuti al troppo fumare, eccellente persino nel tappare il buco in "Despise the sun" causato dall'assenza dell' altra chitarra per problemi col fusibile dell'amplificatore, simpatico, alla mano e ottimo a tenere il palco; il secondo, più serio e composto ma ugualmente distruttivo quando si trattava di far male. Per quanto riguarda Boyer ed il suo basso, non posso fare altro che inchinarmi per l' incredibile tecnica che ha fatto mettere in primo piano uno strumento spesso affogato dalle chitarre (è vero anche che stiamo parlando di un ex membro di Dying fetus, Decrepit birth e Vital remains, non certo del primo coglione che passava il convento...), senza dimenticare la tenuta del palco incredibile, con lo strumento in mezzo alle gambe e capelli in continuo roteare. Su Smith che dire? Un mostro: capelli davanti agli occhi eppure fill impeccabili e senza il minimo accenno a rallentare. Con queste premesse, quale sia stata la portata della performance vien da sé. Se poi aggiungiamo un suono a pennello e un'ottima scaletta (anche se non perfetta, data l'assenza di must del calibro di "Jesus wept" o "Breeding the spawn") dove si alternavano pezzi da "Effigy of the forgotten" fino a "Souls to deny", senza dimenticare lo splendido EP "Despise the sun", il rischio di arresto cardiaco era dietro l'angolo. Dolore fisico, potenza, velocità, tecnica, grande attaccamento al pubblico: ragazzi miei, se non c'eravate vi siete persi un concerto da paura.

Fearxes


Si ringrazia Giorgio Uccellini per la concessione delle foto (data di Milano, Transilvania Live)