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ZERO DAYS, ZERO SECS

Rain + Mandala

Data: 08/11/2003
Località: Padova

A cura di: Brown Jenkin

Milano, 8 Novembre 2003

Fa freddo, un freddo che se ne frega altamente di maglioni, giacche di pelle o quant'altro, e piove. Spero di riscaldarmi sul treno che a breve mi porterà a Padova, invece scopro con immensa gioia che il riscaldamento è rotto, cosicchè mi faccio un bel viaggetto Milano-Padova al gelo totale. Come se non bastasse in Veneto il tempo è addirittura peggiore rispetto al capoluogo lombardo: un freddo massacrante e un diluvio universale, vero che di lì a poco assisterò ad un concerto dei Rain, pioggia appunto, ma non mi aspettavo un' accoglienza del genere.

Padova, 8 Novembre 2003

Tralasciato questo piccolo dettaglio (che comunque non mi ha esentato dal prendere una bella bronchite post-concerto) e venendo al dunque, la terra euganea si dimostra quanto mai propensa ad un concerto entusiasmante, visto che vino e alcolici in genere sembrano costituire pasti e cene degli autoctoni e visto che l'heavy metal sembra avere un ottimo seguito locale. Scortato dalla comitiva con la quale ho passato la giornata, eccomi giungere al country star, un locale piuttosto gradevole e ampio, malgrado la scelta delle birre non fosse troppo ampia (provvederò a consolarmi con un Merlot novello gentilmente offertomi). Si nota immediatamente però un palco troppo piccolo e poco rialzato, che a mio avviso ha penalizzato notevolmente la resa sonora e non bastava a contenere una band. Cominciano i Mandala, band decisamente giovane che però dimostra sin dal principio un'ottima grinta, grazie anche ad un repertorio che, oltre al demo 'Enter the Rats', va a pescare cover dei Black Sabbath (bella Children of the Grave, mi sono piaciute meno le versioni accelerate di Iron Man e Paranoid) e dei Metallica, con Seek & Destroy e Creeping Death; quest'ultima vede un eccellente prova da parte degli axemen, perfetta anche l'esecuzione dell'assolo di Hammett; buon impatto quindi, l'importante per ora è questo. Salgono sul palco poi gli Eclipse o Eclypse, chiedo scusa se non ho potuto carpire bene il nome della band ma per ragioni che non sto a spiegare (quando la devi fare la devi fare) non ero presente al momento del loro ingresso. La band di verona comunque si dedica ad un repertorio che prevede cover dei Dream Theater: ora, visto il palco e viste le due band che li precedevano - seguivano la band sembra un pò fuori luogo, non per inabilità, perchè il bassista singer su tutti si dimostra all'altezza, ma per i fattori che ho appena citato. Soprattutto il sound troppo confuso non permette di capire bene le sfumature tipiche delle song dei DT. Ma veniamo agli heroes of the day, veniamo ai Rain. Diciamo che il pubblico padovano era adattissimo ad un concerto energico e arrabbiato, visti i litri di alcolici che scorrevano (anche tra le ragazze, strano a dirsi), i bolognesi comunque si adoperano particolarmente per far scatenare l'audience facendo anche cantare i volontari e spronandoli al pogo selvaggio. Insomma grandissima prova, penalizzata solo dal palco troppo basso e dal locale acusticamente malmesso, ma grandiosa esplosione di energia e fottutissimo heavy metal. Apre le danze un pezzo estratto dall'ultimo Headshaker (e probabilmente il miglior pezzo del cd) : Blood Sport, e il pubblico è ancora freddino e bagnato dal diluvio universale; la situazione poi va in crescendo con Odyssey, Headshaker e Face the Blizzard, e i primi scalmanati iniziano a darsele di santa ragione e a partecipare con trasporto, tanto che i Rain stessi ringrazieranno piu' e piu' volte lo stupendo pubblico. Arrivano anche alcune cover che hanno l'effetto di caricare notevolmente anche chi magari sentiva per la prima volta i Rain. Su Breaking the Law Tronco lascia cantare il pubblico, cosi' come su Highway to Hell. Si prosegue poi con il repertorio classico della band bolognese, che sfodera, in una sequenza micidiale Heavy Metal, Rocker Ram, Viking, Fight for the Power, Yellow Putrefaction e molte altre, pescando anche dal repertorio meno recente ma mantenendo sempre i livelli di energia al massimo assoluto. Come si è detto l'acustica non permetteva di giudicare la qualità tecnica o sonora della band, visto questo scenario i Rain hanno puntato tutto sulla potenza e su riff taglientissimi, territorio nel quale dimostrano di muoversi da veri maestri forti anche di un gran bel bagaglio di esperienza. Gran concerto, un fottuto concerto heavy, condito di cuoio e metallo!

Brown Jenkin

Foto di: Mariotto (Rain Crew)