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Metal Warriors

Data:8 febbraio 2003

Localita:Siddharta - Prato

Premettendo che non sono mai stato un fanatico delle cover-bands in generale, ciò che mi ha spinto in direzione Siddharta al concerto dei Metal warriors è stata la curiosità di assistere alla prestazione dei quattro “imitatori” della band più heavy del mondo, i Manowar. Inutile nascondere il mio sgomento durante la prima metà della prestazione live dei “Kings of metal” in versione romagnola, in cui è venuta a mancare la cosa fondamentale per una prestazione del genere: la potenza. I deboli e timidi suoni emessi da chitarra e basso hanno fatto temere il peggio alle mie metalliche membra, che avrebbero preferito scomparire pur di non sorbirsi tale scempio, fino ad arrivare al limite del collasso durante l’esecuzione della mastodontica “Wheels of fire”, troncata a metà per problemi di sound-check. Per fortuna, però, le cose sono migliorate con l’avanzare dei minuti e col calore di un pubblico numeroso ed in vena di applausi meritati verso l’Eric Adams della serata, dotato di una bellissima voce e capace di tenere il palco con i consueti gesti e le caratteristiche espressioni del singer statunitense. Preferendo quindi attribuire i problemi di inizio concerto all’operato tutt’altro che eccelso da parte dei tecnici del suono, non nascondo di essermi goduto la restante parte della prestazione, caratterizzata oltre che dalle indubbie qualità del cantante e del chitarrista (che ha dato spettacolo in un assolo di oltre cinque minuti), anche e soprattutto dagli ottimi pezzi in scaletta come l’immancabile “Kings of metal”, “Spirit horse of the Cherokee”, “Blood of my enemies”, “Hail and kill”, “Kill with power”, fino alle più recenti “Warriors of the world united” e “Nessun dorma”. Tirando le somme, quello che i Metal warriors ci hanno offerto è stato un concerto sicuramente non impeccabile sia per l’approssimativo sound-check che per i frequenti errori e sbavature sulla tenuta del tempo del batterista, ma piacevole soprattutto per avermi fatto riassaporare lo spirito heavy di brani che hanno fatto la storia per mano di DeMaio e dei suoi guerrieri, i quattro riders che hanno contribuito a fondare le radici della nostra musica. Grazie Manowar!

Fearxes