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ZERO DAYS, ZERO SECS

Grave Digger + Brainstorm

Data: 27 Febbraio 2001

Localita:Milano - Transilvania Live

Lo confesso .... mi sono perso il gruppo di supporto .... pero' posso garantire che sono arrivato al Transilvania Live in tempo per sentire la cornamusa recitare l'inno scozzese ..... ed ecco che arrivano i Grave Digger , chitarra,basso,voce,batteria, mentre alle loro spalle su un gradino rialzato troneggia The Reaper (in tunica nera e maschera di teschio), impegnato (o impegnata ????) alla tastiera (no, i Grave non sono diventati i nuovi Stratovarius :) ..... la tastiera serviva per le parti di contorno,per gli effetti e per un leggero accompagnamento). Il locale era pieno per poco piu' della meta' , devo dire che mi aspettavo piu' gente .... forse un deterrente e' stato il prezzo decisamente alto (19 euro per il concerto di un'ora e mezza dei Grave piu' un gruppo di supporto non troppo conosciuto) ..... Comunque .... L'acustica era piuttosto buona : la batteria era potente (forse troppo .... ma nello stile dei Digger e' lecito) , tuttavia difettava un po' nei suoni dei piatti , la chitarra era (giustamente) protagonista e la voce equalizzata molto bene (le parole erano ben scandite), il basso era un po' troppo ..... basso , comunque la resa generale e' stata soddisfacente. Chris (il cantante) era veramente in forma, la sua voce non ha mostrato cali e ha mantenuto il suo piglio aggressivo lungo tutta la scaletta . A dir la verita', in alcune parti rinunciava a salire con la voce per renderla stridula (come fa su cd) ma a mio parere e' stata una scelta giusta .... perche' rovinare sulla lunga distanza un concerto solo per fare qualche acuto (chi ha detto Dani Filth ?) .... e poi sui ritornelli il pubblico interveniva in maniera massiccia, cantando , urlando ,agitando mani e braccia (davvero una grande e sentita partecipazione). L'osservato speciale era pero' Manni Schmidt , ex Rage e ora nei Grave Digger . Senza dubbio si e' fatto valere : preciso , potente, e perfettamente integrato nello stile dei Digger , un po' barocco e ridondante negli assoli e nel controllo delle distorsioni della sua chitarra, ma decisamente affascinante nella sua tenica, in poche parole il protagonista della serata. Il set delle canzoni presentato copriva un po' tutta la carriera dei Digger, dall'ultimo album (veramente di impatto in live, ad esempio Son Of Evil) , alla trilogia 'a tema' (con canzoni potenti e divertenti come Scotland United,Knights Of The Cross,Lionheart), al periodo ancora precedente (Circle Of The Witches da Heart Of Darkness, e poi un tuffo negli anni '80 con Headbanging Man e Heavy Metal Breakdown) , c'e' stato anche spazio per un lentone sono-venuto-al-concerto-con-la-mia-ragazza-ed-ora-ve-lo-dimostro-kiss .... decisamente apprezzato ! (no, io no .... sono single :-( ) Quindi un ottimo concerto , decisamente divertente, finito presto (alle 22:30 circa) .... ma 19 euro ....... un po' troppi !


DavS


E’ un uggioso mercoledì di fine febbraio, e noi quattro intrepidi eroi ci dirigiamo con “leggero” anticipo verso il gotico locale di via Paravia, dove ero già stato a capodanno per la festa “Dal Tramonto all’Alba”. Arriviamo al Transilvania Live che sono le ore 15.30 (ve l’avevo detto che eravamo in anticipo !) e vediamo che non siamo i primi (!!!), ma quasi. Entriamo nel cortiletto del locale e subito vediamo il protagonista della serata, Chris Boltendahl, parlare con un membro della security. Dopo un po’ di ore di attesa e dopo un po’ di “viste” dei membri di Brainstorm e Grave Digger, arriviamo a poco prima che apra il Transilvania, quando Bloody Lisi, la mia ragazza, si fa fotografare con Andy, il cantante dei Brainstorm, foto che, ahimè, non è poi venuta in fase di sviluppo (sigh) !
Appena l’uomo del locale dice la parola “E’ aperto”, io e un’amica di concerti (dai capelli rossi, della quale non conosco il nome) ci catapultiamo all’entrata, arrivando primi e perfettamente davanti, attaccati alle transenne: noi quattro ci posizioniamo davanti alla posizione in cui rimarrà Jens Becker durante lo show dei GD, come vedrete dalle foto.
In anticipo con la tabella di marcia, davanti ad un pubblico piuttosto esiguo, alle 19.30 comincia l’intro dell’ultimo CD degli ‘storm, Metus Mortis, dopo la quale comincia la loro scaletta vera e propria, che comprende, in ordine sparso, Shadowland, Checkmate in Red e Blind Suffering dall’ultimo cd, e Crush Depth e Tear Down the Wall da Ambiguity, per chiudere con Hollow Hideaway. Tutto bene, dunque ? Sì e no…il concerto è stato molto bello, ma i poveri Brainstorm sono stati vittima di qualche piccolo incidente: all’inizio il microfono di Andy era letteralmente da risistemare del tutto, visto che fischiava come un dannato, poi alla quarta canzone circa il secondo chitarrista ha dovuto “ritirarsi” dalla scena per qualche canzone, causa la rottura di una corda, e il povero Andy è stato vittima anche degli amplificatori non fissati che quasi lo facevano cadere dal palco (in braccio a me!) !
Comunque, dopo questa bella prova, come da tutti è stata definita, i GD si fanno un po’ aspettare per risistemare gli strumenti, poi incomincia l’inferno: H.P. Katzenburg, il “reaper” (nonché tastierista della band tedesca), fa il suo ingresso sul palco vestito, appunto, da morte, alle note dell’intro di Son of Evil, che rapidamente muta nelle scozzesi melodie di The Brave. Finita l’intro di Tunes of War, riprende l’intro di Son of Evil, per poi sfociare nella song vera e propria, molto ben accolta dal pubblico milanese. Quindi seguono, tra headbanging e pogo nelle seconde linee, le altre celebri canzoni dei Diggers: The Reaper, Killing Time, Headbanging Man, The House, Circle of Witches, King Pest, Scotland United (sempre potente), Rebellion, The Dark of the Sun, le crociate di Knights of the Cross e Lionheart ed Excalibur, per poi arrivare all’ultima ballad scritta dal combo tedesco, Silence, come sempre indirizzata alle ragazze in prima fila (due, la “capelli rossi” e Bloody Lisi) e Morgane LeFay, durante la quale il buon Chris ha additato la mia ragazza (vera protagonista della serata! :P) durante il ritornello.
Dopo l’usuale uscita di scena, i tedeschi rientrano con The Grave Digger (non potevano non farla) e The Round Table, per poi uscire una seconda volta (e basta!!! :P) !
Quindi, Chris da solo rientra, chiedendo al pubblico “Do you want Heavy Metal?”. Quindi, alcuni nel pubblico cominciano a gridare “Heavy Metal Breakdown” e tutti aspettano che cominci, quando, con faccia da puro angiolo (come uscito da un dipinto secentesco), Chris dice “No Heavy Metal ?” e fa finta di rientrare, attendendo la reazione del pubblico, che non si fa attendere e quindi si scatena l’inferno vero e proprio, con l’immortale Heavy Metal Breakdown !!!
Dopo la cerimonia di “consegna plettri”, nella quale Jens Becker ha dato in mano il suo plettro alla mia ragazza schivando tutti, e lo stesso Manni Schmidt con la “capelli rossi”, i Diggers infine escono di scena, dopo un concerto tremendamente bello ed esaltante !
Qualche curiosità ? E sia ! Prima dell’apertura, oltre a Bloody Lisi anche un’altra ragazza dai capelli neri, non molto alta, si è fatta fotografare dal suo idolo, Andy, e per poco non sviene ! Ma non è tutto ! Durante il concerto lei e l’amica si posizionano proprio in centro, e Andy per tutto lo show sembra dedicarle le canzoni, le si avvicina, la saluta, etc etc !!! Divertentissimo ! Altri aneddoti ? A parte il fatto che un nostro compaesano si è fatto fotografare con Chris con la sua spada che aveva portato da casa, a parte il fatto che i Grave Digger hanno consumato quantità di cibo pari al fabbisogno annuale del Bangladesh, altre cose particolari non ce ne sono, quindi…vi rimando alle TANTE foto !!! Buona visione !!!


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