HOME
RECENSIONI
INTERVISTE
CONCERTI
BIOGRAFIE
LO STAFF
LINKS
FORUM
SKINS
ZERO DAYS, ZERO SECS

Frozen tears + Ciompo rock

Data: 24 settembre 2005
Località: Ministry (FI)

Riparte il Ministry e non lo fa coi nomi grossi, ma con certezze più o meno “locali” come quella dei Frozen Tears, allineata a due gruppi non proprio affini come i Ciompo Rock ed i thrashers Subhuman, nei quali milita il nostro scribacchino, di sponda Death Metal, Matteo Buti. Ho avuto l’ onere di fare subito uno spregio al mio collega perdendomi quasi tutta l’ esibizione della sua band, presentandomi sulla conclusiva cover degli Slayer, “Raining blood”. Belli i suoni come di consuetudine al Ministry (chi si ricorda il fantastico concerto dei Decapitated, di svariati mesi fa?), favolosa la presa on-stage del combo pisano, e qui il giudizio va ogni oltre parzialità, il tutto a suon di headbanging e di un’ ottima risposta da parte del pubblico presente (ma ripeto, mi sono presentato proprio alla fine per motivi non dipendenti dalla mia volontà!). I Ciompo Rock li avevo invece seguiti in più occasioni e, se devo ammettere di averli trovati devastanti qualche tempo fa al Backdoors di Poggio a Caiano e presso una serata Metal organizzata quest’ estate a Scandicci (sbaragliarono tutte le altre band partecipanti, in entrambe le occasioni), Bacherini e soci stavolta mi hanno soddisfatto solo a metà. Vuoi per la ridottissima scaletta, vuoi per il fatto che un pezzo come “Superpornolive” è rimasto fuori da essa. Gran tiro per l’ opener del nuovo cd (presto la review!), la trascinante “Allucinazione”, per “Canegatto” e per “Sparatemi in faccia”, ma non è bastato… forse perché m’aspettavo troppo, forse perché il mixaggio non è andato per il verso giusto, penalizzando le chitarre in maniera di volumi in favore di voce, batteria e per fortuna basso. Comunque sia, Gera ancora in gran forma, e band promossa. I Frozen tears invece mi hanno lasciato un po’ sconcertato… pionieri del Power italiano fino a “Way of temptation”, oggi hanno clamorosamente seguito la scia di tante altre band cestinando tali sonorità e, guarda un po’, mettendosi a suonare uno scialbo Heavy Metal che vorrebbe nelle intenzioni ricalcare gli 80’s in un’ epoca nella quale anche i più disattenti hanno capito che non è possibile farlo con successo. Tamarri al punto giusto nel look, forse anche un po’ troppo, i nostri hanno proposto una discreta versione di “Creeping Death” dei Metallica (con assolo hammettiano un po’ stravolto…) per poi non smuovere mai il pubblico presente. Il Ministry ha iniziato benino, considerando il numero di spettatori e la resa sonora che anche stavolta ha deluso ben poco… ora però ci vuole qualche nome grosso.

Marco “Dark Mayhem” Belardi