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Dismember + Infernal poetry

Data:10/05/2003

Localita:Siddharta, Prato

Il Siddharta ha voluto chiudere con onore una stagione concertistica in cui, sul suo rinomato palco, si sono avvicendate formazioni dal calibro micidiale come i teutonici Tankard, dopo che in passato già bands come Napalm Death ed Immolation ne avevano calcato il pur contenuto stage. Non si poteva fare di meglio: i Dismember, che originariamente avrebbero dovuto essere affiancati dagli scandinavi Blood red throne capitanati da Tchort (Carpathian forest, ex Satyricon), hanno seguito delle dimissioni per ciò che riguardava il nome delle formazioni di spalla: niente più excursus nelle fredde terre nordiche, e si è pescato direttamente in casa nostra. Sono dunque stati convocati in causa i nostrani Infernal poetry, di cui già ho lodato "Not light but rather invisible darkness" in sede di recensione, e dei quali non smetterò mai di sottolineare le tutt'altro che contenute doti tecniche. Ma in apertura, il testimone è passato dalle mani dei Captivus Diaboli (Voto: 7,5), formazione autrice di un Death Metal estremo di matrice sinfonica ad alto tasso tecnico. Le cose sono andate malissimo solo per ciò che riguardava i suoni: impossibile udire la batteria, specie il rullante ed i piatti, mentre il tappeto sonico imbastito dalle chitarre e dal basso usciva pastoso e non affatto piacevole da seguire. Con vocalizzi incredibilmente estremi ed un' ottima impostazione tecnica specie per tutto quanto era legato alle chitarre, i Captivus Diaboli se la sono cavata decisamente bene, mostrando al pubblico pezzi ben studiati ma faticosi ad entrare nel vivo, spesso troppo intricati per coinvolgere l'ascoltatore in sede live. Avremo magari l'occasione di valutarli meglio su una prova in studio... Gli Infernal poetry (Voto: 8), se la precedente band aveva preparato il terreno di battaglia, hanno dato fuoco alle polveri: semplicemente splendidi, anch'essi penalizzati da un mixaggio alquanto approssimativo - che anche qui rendeva i suoni di batteria inascoltabili - ma reattivi e per nulla statici sul palco. Un headbanging violento e continuo ha accompagnato la loro prova, assai soddisfacente in vista dell'arrivo del loro nuovo disco in studio. Livello tecnico disumano, capacità di coinvolgimento estremamente elevate: queste sono le doti principali di un esemble che, purtroppo, ha ancora da affinare qualche piccolo dettaglio: innanzitutto, le scream vocals non si fondono al meglio con la musica proposta dagli Infernal Poetry. Una maggiore presenza di growl style avrebbe concesso qualche punto in più alla loro proposta, che vede come ulteriore lacuna l'eccessiva complessità relegata ad alcuni pezzi, anche in questo caso decisamente più adatti ad un ascolto in cuffia che alla immediata presa live. Bando alle ciance, ed i Dismember (Voto: 8,5), capitaneggiati da un Matti Karki che sino a poco prima passeggiava a bordo palco bevendo una birra fra gli spettatori, sono saliti sul palco. Pura devastazione. Il suono grezzo presente nei dischi della band, sette includendo i due EP ed escludendo invece l' ellepì che verrà a breve, è stato fedelmente riportato in vita sul palco: la formazione, che porta con sè tre quinti della storica line-up dei Carnage, ha sciorinato un headbanging forsennato secondo forse a quello attuato dagli Infernal Poetry, dominando però in impatto e classe con pezzi semplici sul fronte tecnico, ma altrettanto micidiali. Suonati molti classici, fra cui la bellissima "Dismembered", allungata in avvio in maniera tale da portare ai vertici l'atmosfera - bellissima - che si era venuta a creare sotto al palco. Come al solito, schermaglie fra qualche spettatore poco corretto, con le solite provocazioni che già si erano viste all'esibizione degli Enthroned e che questa volta hanno quasi portato alla rissa alcuni kids. Mettendo da parte questo spiacevole inconveniente, la musica ha sotterrato ogni altro fattore: Matti Karki, visibilmente ingrassato, ha intonato a regola d'arte le proprie linee canore, dominando nella recente "Hate campaign" ed ottenendo grossissimi consensi - assieme al resto della band - in occasione della fantastica "Misanthropic" (pezzo di "Death Metal" del 1997). Una prova culminante in "Bleed for me", ottimo estratto da "LIke an everflowing stream", che ci fa ben sperare per il futuro. Un concerto che si è rivelato come un importante messaggio - o dichiarazione di guerra - nei confronti dei new acts svedesi: questo è il Death Metal scandinavo, e che la mermaglia melodica tanto in voga di recente si faccia parte, con tanto di inchino.

Marco "Dark Mayhem" Belardi