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Destroyer 666 + Handful of hate + guests

A cura di: Paola "Mystika" Di Marco

Bill completo: Destroyer 666 + Handful of hate + VII Arcano + Nefas + Subliminal crusher
Data: 29/11/03
Località: Brunch Live - Porto D'Ascoli (AP)
Organizzazione: Necrotorture Live & Promotion Agency

Chi legge forse non sa che il Brunch Pub è il locale che la sottoscritta frequenta assiduamente tutti i fine settimana, dunque è facile immaginare quale lieta notizia sia stata per me scoprire che gruppi di tale caratura si degnassero di far tappa nel mio pub preferito! E un tale evento è doverosamente da tributare alla Necrotorture Live & Promotion che da qualche tempo si sta occupando della programmazione live del locale in questione, riuscendo a portare a Porto D'Ascoli band dall'inclito nome, per vedere le quali la sottoscritta avrebbe dovuto altrimenti farsi chilometri e chilometri di macchina. Quindi un ringraziamento preventivo a questa brava agenzia che sta portando una boccata d'aria fresca nel mio locale di fiducia era senz'altro doveroso, insieme all'invito a continuare così. Per le mie orecchie affamate il solo nome di Handful Of Hate è stato sublime, nonché ha rappresentato un irresistibile richiamo a precipitarmi in quel di Porto D'Ascoli a tastare dal vivo una delle creature estreme che reputo in assoluto tra le più valide in Italia. I Destroyer666 non sono certo la mia band preferita, anche se m'intrigava constatare la loro tanto chiacchierata furia in sede live. I VII Arcano m'incuriosivano, visto che avevo avuto modo di sentirli solo su disco; Nefas e Subliminal Crusher rappresentavano un bell'antipasto underground al succoso piatto che mi aspettava subito dopo. Quindi verso le 20:30 di sabato ho impugnato la mia brava macchina (color Puffo, per inciso) e mi sono diretta verso il Brunch. Arrivata lì è stato bello constatare la presenza di molteplici stand di CD e t-shirt che intrattenevano il popolo metal sopraggiunto nel frattempo. E anch'io mi sono fatta il mio giro accurato, anche se sterile visto che avevo in tasca una misera banconota da 10 euri, che (bastarda!) non mi ha concesso nemmeno di alcolizzarmi a dovere (ca**o! una birra costa 4 euro!!!). Il locale era stato allestito a meraviglia, e colgo l'occasione per far presente che i posti per far suonare metal qui in centro Italia ci sono eccome, solo che i gruppi disposti a venirci scarseggiano! Comunque, dopo il mio giro turistico tra gli stand affollati, prendo postazione in un comodo tavolino di fronte al palco e aspetto l'inizio del concerto in compagnia di Daniele, un simpatico 'collega' (uahuahuah!!!) di Holy Metal. Dopo mille chiacchiere (e svariati giri di amaro…) lo spettacolo inizia, verso le 23 se non mi sbaglio, e la tarda ora mi lasciava già presentire che non sarei riuscita ad arrivare alla fine del concerto… Come poi sfortunatamente è stato, visto che per simpatici motivi (che non sto qui a dirvi) la mattina avevo dovuto alzarmi alle 06:00, e a una certa ora sono definitivamente crollata pregiudicandomi l'intera prestazione degli headliner. Hanno dato inizio alle danze i SUBLIMINAL CRUSHER, autori di un thrash-death metal aggressivo e deciso, fermo su velocità mediamente sostenute e spesso cadenzate, ma piacevolmente massiccio nell'incedere. Ottimo il muro ritmico scaturito dalle chitarre e buona nel complesso l'interazione tra i membri della band. Un appunto al cantante, un ragazzo magrolino e incredibilmente energico sul palco, ma dalla voce troppo sgraziata e poco incisiva. C'è da dire poi che Il thrash-death metal proposto dai nostri sembra ancora un po' troppo sbilanciato verso sonorità svedesi, colpevole un drumming che mi è parso troppo At The Gates oriented in molti frangenti. In ogni caso si è trattato di una prestazione buona e piuttosto convincente. È stata poi la volta dei NEFAS, combo italico sul quale avevo sentito dire grandi cose. Il genere proposto è un grind/brutal truce e incazzatissimo, che ha letteralmente spazzato via ogni minimo residuo di pace ancora resistente in qualche intertizio isolato del locale. La prestazione dei Nefas infatti è stata annichilente e, per l'appunto, brutale, precisa e concisa, senza dubbio convincente. L'unica pecca, se pecca può chiamarsi, è forse la troppa monoliticità del sound proposto, che a lungo andare può risultare monotono e magari annoiare. Ma questo non è problema della band in questione, bensì del genere preso in sé. Comunque mi sono trovata al cospetto di un gruppo ben collaudato e bestialmente scatenato in sede live, ed è stato senz'altro un piacere! Dopo i Nefas è toccato ai capitolini VII ARCANO calcare il palco del Brunch, e le aspettative erano grosse, considerate le belle parole con cui i live show della band vengono solitamente commentati. Comincio col dire che il mio giudizio sulla prova in studio dei VII Arcano non fu a suo tempo dei più entusiastici, colpevole un songwriting a mio parere un po' troppo marcatamente derivativo. Non che il disco fosse brutto, anzi: ciò che non mi convinceva a pieno era quell'alone di già sentito che comunque grava sulla stragrande maggioranza delle band dedite al genere in questione. Ovviamente si tratta di thrash-death metal, e i VII Arcano ce ne hanno proposto una versione particolarmente forte ed efficace in questa sede. La band è visibilmente collaudata dal vivo, e non mostra scollature o defaillance di sorta, offrendo uno show martellante e senz'altro meritevole delle belle parole di cui sopra. È da notare poi che i VII Arcano hanno sguinzagliato per questa occasione una buona dose di materiale inedito (che probabilmente andrà a riempire il nuovo album, credo imminente), decisamente convincente e lievemente più Slayer oriented, se ho ben captato. È stata poi la volta dei miei adorati HANDFUL OF HATE, che venendo a suonare al Brunch mi hanno fatto un bellissimo regalo di Natale ante-tempo. Forti di un album strepitoso e freschissimo d'uscita come "Vicecrown", gli Handful Of Hate rappresentavano per la sottoscritta (e poi lo sono diventati a tutti gli effetti, come leggerete) la band headliner della serata. Insomma: non aspettavo che loro! Avevo un sonno maledetto che incombeva pericolosamente ad ogni cambio di gruppo (me calava la palpebra…), ma ho resistito ostinatamente fino all'una passata per godermi lo spettacolo tanto atteso. Ed eccoli, salgono sul palco con un face-painting bestiale e danno inizio alle danze proponendo "Hierarch in lust", tratta ovviamente dal loro nuovo parto discografico. La song appare visibilmente incattivita in versione live, e anche gli altri episodi estratti dal nuovo album, così come le perle più "antiche" rispolverate per l'occasione, sono tutte ripossedute da una ferocia ancora più violenta rispetto alle versioni studio! Nicola strilla selvaggiamente e Gionata pesta la sua batteria che è un piacere: tutto, e ripeto tutto è perfetto. Il gruppo è compatto e solidamente coeso, non una sbavatura, non un solo momento di tregua, se non in occasione della claustrofobica e trascinata "Boldly Erected", che si concede una lentezza maniacale e ossessiva. Non c'è che dire: gli Handful Of Hate sono una delle pochissime formazioni black metal che dal vivo reggono il confronto con le proprie prove in studio, superandole anzi! Chi li ha visti può confermare che questi ragazzi non hanno nulla da invidiare a Dark Funeral e Marduk in quanto a precisione o efficacia distruttiva dal vivo. L'unico neo è stata la scarsa durata della prestazione dei nostri (credo una mezz'oretta), colpevole suppongo l'ora tarda… Erano infatti le 02:00 e il gruppo headliner doveva ancora salire sul palco: e fu così che la mia palpebra calò definitivamente… E dopo mille canestri (dicesi 'canestro' l'atto della testa di cadere ripetutamente sulle spalle per il sonno) malcelati, mi sono decisa a ripartire: mi sarei persa il gruppo principale, ma almeno sarei arrivata a casa viva, visto che la macchina dovevo portarla io per tornare a casa! Mi scuso quindi con i lettori per il live report vergognosamente incompleto, ma converrete con me che è meglio un live report incompleto scritto dalla sottoscritta viva e vegeta, piuttosto che niente live report causa morte per incidente stradale dovuto a colpo di sonno! Pardon.

Paola "pace&sonno" Di Marco