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ZERO DAYS, ZERO SECS

Death SS

Data:25/05/2002

Localita:Siddharta (Prato)

Venticinque maggio del 2002: consueto appuntamento con l'annuale serata di chiusura del Siddharta, uno dei locali più importanti della Toscana - se non il più importante - in quanto a concerti e serate metal, dark, goth. Se l'anno scorso era toccato agli Eldritch, autori anmche nel corso dell'ultimo aprile di una discreta prova dal vivo, quest'anno, la chiusura del locale è stata relegata ancora ad una band italiana di lusso: i Death SS (Voto: 6). Tanto criticati per i loro recenti e continui cambi stilistici, per l'annunciato ma non totalmente verificatosi allontanamento dal metal, e per la loro contraddittoria attitudine teatrale e spesso Grand Guignolesca, i cinque metallers guidati dall'intramontabile Steve Sylvester hanno saputo offrire una prova d'ottimo valore fortemente penalizzata da inconvenienti tecnici e dal limitato stage del locale in questione. La speranza di poter vedere la band affiancata dagli ottimi Sine Macula, band scoperta ed aiutata anche in fase di line-up dallo stesso Sylvester, si è vanificata quando l'attesa dell'avvio dei giochi si è protratta sin troppo avanti nel tempo, ed è così che, nonostante un ritardo piuttosto lungo rispetto all'orario previsto d'inizio - ed un plausibilmente prolungato settaggio/ritocco dei suoni - ci siamo trovati dinanzi all'apice negativo, in fatto di mixaggio, messo in mostra dallo staff di DJ Dadex. I suoni della chitarra di Emil Bandera (già membro dei rockers Smelly Boogie) sono apparsi ridicolizzati, completamente coperti da basso e tastiere, tantochè, per oltre metà concerto, è parso di trovarsi davanti all'esecuzione dal vivo di una formazione pressochè darkeggiante, fondata sulle linee bassistiche (peraltro buone) e sul tastierismo, spesso teatrale e gotico e non più progressivo, di Oleg Smirnoff, ex degli Eldritch. Col passare dei minuti, gradualmente, le chitarre sono state reinserite nel lotto, e la band ha saputo dare il meglio di sè, pur mantenendo la scaletta proposta sin troppo sbilanciata a favore dei pezzi dell'ultimo periodo. Ottimo l'avvio, offerto da una pesantissima versione di "Let the Sabbath begin" (scelta come definitiva opener dei concerti della band) radicalmente squadrata dalla mancanza dei suoni della sei corde di Emil, ma validissima per l'interpretazione offerta dai nostri. A seguire, una magnifica "Baphomet", ben suonata da Anton Chaney non al massimo della forma sugli altri pezzi proposti. Oltre alle esecuzioni delle bellissime "Family Vault", "Heavy demons", "Vampire", però, il repertorio s'è gettato a capofitto sulla parte della produzione più recente dei nostri: "Scarlet woman" e "Baron Samedi" sono state le due fortunate estratte da "Do what thou wilt", mentre "Panic" è stato ampiamente privilegiato (quella del Siddharta era l'ultima data del "Panic tour"), grazie all'inserimento, in scaletta, di efficaci pezzi come "Hi-tech Jesus", "Ishtar" o "Lady of Babylon". Ingiustificabilmente assente le stupenda "Tallow doll", mentre dal vecchio repertorio sono state stranamente escluse "Kings of evil", "Horrible eyes" e "Family vault". Presentati anche alcuni inediti, oltre al singolo "Transylvania", estratti dal prossimo lavoro della band, intitolato "Humanomalies", e probabilmente prossimo alla release sotto il monicker In Death of Steve Sylvester. In definitiva, un live ben accolto (ottimo il responso sui pezzi nuovi, freddo quello sugli estratti del periodo intermedio della loro carriera), rovinato da un palco ridottissimo, da una presa scenica limitata alle sole trovate di Steve (lancio di sangue finto sul pubblico, scene erotico-fetish con tanto di ballerine in leather style seminude, ed una croce infiammata che per poco non ha incendiato alcune casse poste in alto a ridosso del soffitto del locale), e da un mixaggio insufficiente. Sarà per la prossima volta...


Dark Mayhem