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ZERO DAYS, ZERO SECS

Cripple bastards + Undertakers

Data:30/04/2005

Localita:Ministry (Firenze)

Il Ministry di Firenze si conferma per l’ennesima volta una sicurezza per quanto riguarda impianto e suoni, cosa più unica che rara in un’ Italia dove la stragrande maggioranza dei concerti estremi vengono stroncati per l’incapacità dei fonici o per la scarsa validità dell’ attrezzatura. E sorreggere la musica di gruppi come Undertakers e Cripple bastards con suoni pressoché perfetti implica già un concerto imperdibile, poiché con quei due nomi lo spettacolo è garantito. Unica nota negativa la scarsissima affluenza di gente, come era facile aspettarsi visto il rapporto conflittuale di gran parte dei metallari fiorentini verso tutto ciò che si discosta da melodie, cori, voci acute e cavalcate epiche. La serata è stata aperta alla grande con il brutal core dei simpaticissimi Undertakers, fronteggiati da quel personaggio impareggiabile di Enrico Giannone e la sua voce inverosimilmente cavernosa; il singer napoletano sul palco è un giullare, un clown che intrattiene ballando e facendo versi assurdi, uscendo così dallo stereotipo del cantante cattivo e serio che il genere richiede. In questo modo alla necessaria dose di violenza è stato assicurato un spettacolo divertente e coinvolgente, sostenuto da Donadeo dietro alle pelli in forma eccellente. La chiusura del concerto dei quattro (non ho capito per quale motivo mancasse all’ appello l’altro chitarrista, Stefano Casanica) napoletani è stata affidata alla cover di “Milk” dei S.O.D., al termine della quale le poche persone presenti hanno acclamato ed applaudito calorosamente la prestazione di una delle migliori band italiane attuali, sia dal vivo che in studio. Usciti di scena gli Undertakers, il turno spetta agli headliner della serata, gli storici ed immortali Cripple bastards. Premetto che non sono mai riuscito a buttare giù la proposta dei quattro grindster su disco in quanto troppo legata al lato punk/hardcore da centro sociale, ma dal vivo è impossibile rimanere indifferenti alla furia ed alla compattezza del suono che esce dagli amplificatori una volta aperte le danze. Per fortuna, a differenza di quanto accaduto qualche mese del CSA di Cremona, i suoni erano a dir poco perfetti e la performance è stata un assalto dalla prima all’ ultima nota, lasciando qualche secondo di pausa solo per le classiche introduzioni in italiano dei brani, gridate a squarciagola da gran parte del pubblico. Stiamo parlando di una formazione storica del grindcore, rispettata ed adorata anche all’ estero, che fa il suo mestiere lasciando a bocca aperta chiunque, sia per le prestazioni dei singoli elementi (in particolare Al Mazzotti alla batteria è un qualcosa di disumano in quanto a velocità e potenza) che per la tenuta sul palco (basta vedere Giulio dietro al microfono per rendersene conto). Una performance alla Slayer insomma: pezzi veloci, potenti, senza sosta, con un muro di suono continuo sparato in pieno viso. Pezzi come i classici “Misantropo a senso unico” e “Morte da tossico” hanno letteralmente fatto impazzire le persone presenti, coinvolte in un pogo incessante.
Una serata ottimamente riuscita dunque, divertente e massacrante, che conferma il Ministry come un locale perfetto in sede live; spero vivamente che concerti estremi di questa portata non rimangano casi isolati, anche se in questo caso più che dell’ Energy Zone la colpa è della gente, più esaltata per i soliti Domine, Labyrinth e cover band varie che per formazioni death, brutal o grind con i controcoglioni (vorrei ricordare che qualche mese fa ci hanno suonato Decapitated, Hate, Dies Irae e Crionics). Speravo che l’era delle ballerine fosse finita...

Fearxes