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Mayhem
Ecco una biografia a recensioni relativa ai Mayhem, storica band black metal che, con dischi come "De mysteriis D.O.M. Sathanas", ha segnato tappe importantissime di un genere oggi apparentemente sulla via del declino. Le recensioni sono relative al periodo "Deathcrush" - "Grand declaration of war", e sono ad esse aggiunti alcuni accenni ai vari Live - demo prodotti dalla band.

A cura di: Dark Mayhem


Album:


Deathcrush (1987)


Nel pieno periodo di esplosione del thrash metal, i Mayhem sono venuti alla luce, a tre anni dalla formazione, con un disco capace, tramite i suoi contenuti, di stravolgere il concetto di estremismo musicale: "Deathcrush". Il lavoro, basato su di un thrash metal ai limiti del parossismo, presenta una serie di canzoni folli, velocissime, incentrate su schemi che prevedono avvii contenuti, e forti accelerazioni presenti lungo le proprie durate, che sfocieranno, come nel caso di "Chainsaw gutsfuck" o "Pure fucking armageddon", in parti dove grind apocalittico, scream vocals ossessivi e thrash estremo confluiranno a formare un lavoro con le carte in regola per rompere i confini del metal estremo. Assieme ai primi tre lavori dei Bathory, una gemma importantissima per il suo peso storico, ma allo stesso tempo anche un lavoro dalla durata scarsissima che non consentirà, accompagnato da una pessima produzione, un'imminente esplosione. Irresistibile è la title track, mentre brani come "Necrolust" o l'ottima cover di "Witching hour" (Venom) spiazzano per l'incredibile aggressività messa in mostra dai membri della band di Euronymous. Il voto è otto, sebbene il peso storico di questo disco potrebbe portarlo ben più in alto.

Voto: 8


De mysteriis D.O.M. Sathanas (1993)


Ci sono voluti ben sei anni per vedere nuovamente i Mayhem all'opera con un full lenght. Dopo la morte, per suicidio, del grandissimo singer Dead, la band è tornata alla ribalta totalmente rimaneggiata sia dal punto di vista dello stile musicale che sotto il frangente della formazione. Varg Vikernes (aka Count Grischnackh, della one man band Burzum) registrò qui le parti di basso, mentre, oltre ai conosciutissimi Hellhammer ed Euronymous, troviamo ai vocalizzi Attila Csihar (oggi negli Aborym), ex Tormentor. Il risultato è il più grande disco black metal della storia, nonostante il genere dovesse ancora definire i lineamenti stilistici, dato che la maggiorparte delle song furono scritte nel periodo fra il 1988 ed il 1990 (vedi quelle incluse nel "Live in Liepzig"). L'ossessionante "Freezing moon", le martellanti "Buried by time and dust" e "Funeral fog", le splendide "Pagan fears" e "From the dark past" sono perle insuperabili della discografia dei Mayhem. Stilisticamente, è quasi totalmente scomparso il thrash metal degli esordi, a favore di un black metal freddo, oscuro, ossessionante. Ottimi anche i testi, mai troppo banali, e ben relazionati alle fredde esecuzioni messe a punto dal combo norvegese. Disco imperdibile.

Voto: 10

Wolf lair's abyss (1997)


La morte di Euronymous, assassinato da Vikernes, costrinse i Mayhem ad un pressochè immediato scioglimento. Quattro anni dopo, Il batterista Hellhammer ha ripreso in mano le redini dei Mayhem, tramite l'assunzione di Necrobutcher e Maniac (entrambi presenti sul debut album "Deathcrush"). Ciò che ne è scaturito è un disco che ha diviso l'audience, tramite un black metal ben prodotto, velocissimo, dal quale strabocca violenza ad ogni singolo fraseggio. Manca l'impronta di Euronymous, ma le song sono di ottima fattura, ed episodi come "I am thy labyrinth" o "Fall of seraphs" divengono subito classici della formazione nordica. Tuttavia, la produzione, eccessivamente moderna (vedi il dirompente uso dell'elettronica nell'intro del disco), e la mancanza di un songwriting come quello del genio-folle Euronymous ha non poco infierito in negativo sui risultati ottenuti. Ottimo capitolo, ma sicuramente il meno importante in quanto al peso avuto in relazione alla carriera dei Mayhem.

Voto: 8,5

Grand declaration of war (2000)

La formazione, per la prima volta, non cambia: Blasphemer, Necrobutcher, Hellhammer, Maniac, ovvero la medesima line up che aveva registrato, tre anni prima, "Wolf lair's abyss". Ed il terzo full lenght, poichè la precedente release non era altro che un EP di cinque pezzi, si è presentato, nel 2000, come l'uscita più contradditoria in campo black metal. In un periodo in cui il movimento avantgardista mieteva consensi grazie alle prove di Myrkskog, Dodheimsgard ed Arcturus, i Mayhem se ne sono usciti con un disco moderno, progressivo, nel quale le trame musicali della band si sono fatte improvvisamente intricate, tecniche. Un lavoro indiretto, "Grand declaration of war", che ha dalla sua parte grandissimi pezzi come "To daimonion" o "View from Nihil". Tuttavia, il disco farà storcere il naso ai più, grazie al repentino allontanamento dai classicismi dettati dal genere, e verrà rivalutato, parzialmente, solo dopo un periodo in cui masse di detrattori della band si sono fatti furiosamente in avanti. Chi ha amato l'era di Euronymous, probabilmente, detesterà questo disco, ma una serie di attenti ascolti è comunque consigliata.

Voto: 7,5

Live albums:


Live in Liepzig

Prestazione dal vivo registrata nel 1990. "Live in Liepzig" racchiude in sè l'unica possibilità di ascoltare i Mayhem con Dead alla voce in relazione ad una release ufficiale. La qualità del disco, rispetto al periodo di uscita, è ottima, ed i suoni vanno addirittura oltre il mixaggio del full lenght precedente. Brani di "Deathcrush" o delle vecchie demo (vedi "Carnage") vengono alternati ai capolavori del successivo "De mysteriis...", ed il risultato, grazie all'inconfondibile impronta vocale dell'ex Morbid Dead, è il più grande Live album che una band black metal abbia mai prodotto.

Voto: 10

Mediolanum Capta Est

Registrato a Milano, "Mediolanum capta est" segnala una band totalmente diversa da come l'avevamo vista in passato: Maniac non regge il confronto coi suoi predecessori, e la malignità espressa dalla prestazione di Liepzig non compare neanche per metà. Attila interviene addirittura, come guest, in una delle songs del lotto, ma ciò non basta a sollevare le sorti di un Live discreto, ma inefficace.

Voto: 5,5

European Legions

Questa release discografica dei Mayhem è disponibile anche in formato video, nella quale la band appare in ottime condizioni, eccezion fatta per Maniac, incapace di ripetere dal vivo gli scream vocals presenti su disco. Hellhammer presenta doti tecniche mostruose, ed il combo tralascia, tuttavia, capolavori come "Funeral fog" e "Pagan fears". In ogni modo, la tracklisting ripercorre a dovere le tappe fondamentali di una carriera discografica eccelsa. In definitiva, però, che senso aveva produrre un altro Live album ad una manciata di anni di distanza dall'ultimo?

Voto: 6

Demo: "Voice of a tortured skull" - "Pure fucking armageddon"


Ulteriori uscite discografiche:


A tribute to the black emperors

Split fra Mayhem e Morbid. Questi ultimi, band di Dead, autori di un ottimo thrash/death, presentano qui le quattro tracce del demo "December moon". (release:1995)


Dawn of the black hearts

Doppio Live album, contenente le prestazioni di Sarpsbourg (1990) e Lillehammer (1986). In quest'ultima, la band compare nelle vesti di cover band grazie alle esecuzioni di pezzi storici come "Procreation of the Wicked" (Celtic frost), "Welcome to Hell" (Venom), e "Black Metal", anche questa sempre della band di Cronos. (release:1995)


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