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Dark tranquillity
La seguente raccolta di recensioni è relativa ai Dark tranquillity del periodo "Skydancer" / "Haven".

A cura di: Fearxes


-Skydancer-

Anno: 1993
Casa discografica: Spinefarm Records

Non potevano esordire meglio i 5 svedesi, sfornando un album eccellente (l'unica pecca è forse la produzione,sicuramente non all'altezza). Gothenburg sound alla In Flames e At the Gates, ma con riferimenti folk e addirittura black.
Dietro il microfono è presente Anders Friden (attuale cantante degli In Flames), mentre Mikael Stanne (cantante ufficiale dall'E.p. "Of chaos and eternal night") ha qui il ruolo di secondo chitarrista.
Mai un calo di qualità, eccellenti le capacità tecniche, grandiosi i passaggi da tempi serrati a momenti più riflessivi, connubio indissolubile questo tra potenza e melodia che contraddistinguerà anche i lavori seguenti della band.
Si parte alla grande con "Nightfall by the shore of time", tiratissima song in cui non mancano momenti melodici e riflessivi. Tocca poi a "Crimson Winds", dall'inizio classicheggiante, per poi sfociare nello sfrenato growl di un Friden spietato. Si calmano le acque con la meravigliosa "A bolt of blazing gold": chitarre acustiche, melodie che difficilmente escono dalla testa, voce femminile e voce pulita affiancata all'immancabile growl...insomma, un pezzo capace di trasmettere non poche emozioni. Passando tra "In tears bereaved" e "Skywards", si arriva alla perfezione
con "Through ebony archways" e "Shadow duet". La prima con splendidi fraseggi tra Friden e la voce femminile di Annakajsa Avehall, la seconda un assoluto must: voce pulita alternata a quella a cavallo tra black e death, attimi di incredibili chitarre acustiche che danno un tocco folk e medievale, delizia di chiunque abbia un punto debole per il death svedese. Bellissime anche le seguenti "My faeryland forgotten" (in cui si intrecciano chitarra distorta e acustica) e la malinconica e toccante "Alone", niente di meglio per chiudere il primo lavoro di una band che lascerà il segno e alla quale molte bands cercano ancora oggi di ispirarsi.

Voto: 10/10

-Of chaos and eternal night-

Anno: 1994
Casa discografica: Spinefarm Records

Con questo ep, ciò che era stato proposto da "Skydancer" viene portato avanti, sebbene la produzione sia nettamente migliore. Le quattro tracce presenti lasciano già intravedere cosa ci aspetterà nel seguente "The gallery", e il risultato è tutt'altro che vano: grandi emozioni, a non finire. E se i brani inediti sono solo 3 (visto che l'ultimo, "Alone", era presente in "Skydancer", ora lievemente modificato), "Of chaos and eternal night", "With the flaming shades of fall" e "Away, delight, away", 3 sono i capolavori.
Dark tranquillity: per sognare, per gridare, per godere.

Voto: 9


-The Gallery-

Anno: 1995
Casa discografica: Osmose Records

Grande ritorno dei Dark tranquillity con questo splendido The Gallery. A distanza di due anni dal precedente Skydancer e a un anno dall'altrettanto bello E.p. "Of chaos and eternal night" tornano i mostri sacri dello swedish death metal con album che è una bomba.
La produzione è nettamente migliorata, l'album si presenta meno grezzo del predecessore e sicuramente più tecnico.
Non ci sono canzoni sottotono, tutto è a livelli mostruosi, Mikael Stanne alla voce fa miracoli (Friden già dall'E.p. non fa parte della band) e gli intrecci di chitarre tra Niklas Sundin e il nuovo arrivato Fredrik Johansson sono impeccabili. E' impossibile descrivere una ad una le tracce presenti nell'album. "Punish my heaven", "The gallery", "Lethe", da sole valgono il prezzo di questo capolavoro, che dovrà essere ricordato tra gli album immortali (non ho paura ad accostarlo ai vari Muster of Muppets, The number of the Beast e ad altri album che hanno fatto la storia). Non l'avete ancora? Correte a comprarlo, catapultatevi a casa, inserite il gioiellino nel vostro stereo ad alto volume. Sarete trasportati in un'altra dimensione, passerete dalla rabbia alla commozione, intorno a voi non esisterà altro...e solo quando terminerà la finale "...Of melancholy burning" tornerete alla realtà, sudati per il viaggio intrapreso...Non c'è altro da aggiungere: Da avere. DA ADORARE!

Voto: 10 e lode/10

-Enter suicidal angels-

Anno : 1996
Casa discografica : Osmose Records

Se il primo ep “Of chaos and eternal night” è da ritenersi imperdibile, “Enter suicidal angels” può tranquillamente passare inosservato.
Antecedente al full-lenght “The mind’s I”, questo ep contenente 4 brani parte ottimamente con la prima “Zodijackyl light” (che troveremo successivamente in “The mind’s I”), facendo davvero ben sperare. 100 % Dark Tranquillity, questo pezzo è sicuramente da inserire nella lunga lista dei capolavori degli svedesi. Non si può dire lo stesso di “Razorfever” e “Shadowlit Facade”, lontane chilometri dalle perle di “The Gallery” e troppo brevi per colpire. Assolutamente inspiegabile è invece “Archetype”, in cui più che di fronte ad una metal band, sembra di essere in discoteca: esperimento di musica techno contornato a sprazzi da riff di chitarra e growl di Stanne (cosa ben nota agli Aborym, che più volte si sono cimentati in cose del genere). Davvero un peccato, soprattutto per il calo qualitativo in seguito a “Zodyjackyl light”.


-The mind's I-

Anno: 1997
Casa discografica: Osmose Records

Qualcuno temeva che dopo due gioiellini gli svdesi potessero fallire nella prova del terzo album? Niente di cui aver paura, i Dark Tranquillity tornano con un altro bellissimo full-lenght che riprende il cammino intrapreso con "The gallery", ma senza risultare la fotocopia del precedente. Certo non riesce ad equiparare gli altri lavori, ma per chi ama questa band è impossibile non averlo. Partendo con "Dreamlore degenerate" e poi con "Zodijackyl light" si ha subito l'impressione che l'album sia ad altissimi livelli, per non parlare della perla seguente, "Hedon", grandissima song che fa riassaporare le melodie alternate a parti tirate e potenti a cui i DT ci avevano abituato. Veloce e incisiva "Scythe, rage and roses", più lenta e melodica la sognante "Constant", spietata "Dissolution in color red". Altro pezzo indimenticabile è "Insanity's crescendo", che dopo due minuti di sola chitarra acustica e voce femminile sfocia nella maestosa voce di Stanne sotto un tappeto di chitarre distorte, per poi dare nuovamente spazio a parti acustiche: gran pezzo questo che non può assolutamente passare inosservato. Calano un po' i toni con le seguenti "Still moving sinews" e "Atom heart 243,5", che probabilmente risultano di qualità inferiore ai canoni a cui la band ci aveva abituato (la prima tutto sommato è piacevole, inutile la seconda). Gli svedesi si fanno perdonare con "Tidal Tantrum", pezzo lento e di breve durata, ma riuscito in pieno. Anche "Tongues" non è male, anche se non si discosta molto da altri brani sicuramente migliori di questo. Che dire invece della title-track se non immensa, romantica, maestosa; basta leggere il titolo, il resto viene da solo...Ed è con questa ennesima gemma che si chiude il terzo album, che tutto ha fatto fuor che deludermi.

Voto: 8,5/10


-Projector-

Anno: 1999
Casa discografica: Century Media Records

Fare un altro album sulla scia dei precedenti avrebbe voluto dire cadere nella monotonìa, peccare di poca fantasia o ancora peggio riposare sugli allori. Ma i Dark Tranquillity sanno cosa voglia dire evolvere, e ci riescono al meglio.
In questo "Projector" il suono è totalmente diverso, l'impatto pure. E tutto riesce perfettamente. Ma attenzione: non è una mossa commerciale, anzi, tutto l'album è compatto, sicuramente non facile al primo ascolto; è un lavoro oscuro, che va ascoltato in silenzio, senza altri pensieri nella testa.
Il viaggio inizia con "FreeCard": già da qui sarete colpiti da nuovi suoni, che mai prima d'ora erano apparsi tra le fatiche della band. Sovrappiù? Infatti, ogni cosa è al posto giusto, niente risulta fuori luogo. E' una canzone stupenda, perfetta da tutti i punti di vista. E chi non conosce la seguente "ThereIn"? Inutile stare a descriverla, anche perché non esistono parole per farlo. Se l'album fosse composto solo da questa traccia non esiterei lo stesso a comprarlo, tutto qui. Con "UnDo Control" ritorna la voce femminile in apertura, che va poi ad unirsi ad uno Stanne espressivo al massimo, in grado di trasmettere emozioni indescrivibili sia con il growl sia con la voce pulita. Ma che sto facendo? Sto descrivendo tutte le tracce? Sono impazzito...Non c'è niente che non sia perfetto, il lavoro è impeccabile così com'è, è da pazzi non averlo nella propria collezione. Eppure molti vecchi fans hanno storto il naso con questo album. Che coraggio! Gli svedesi hanno capito tutto, non potevano restare sullo stesso genere, visto che il massimo era già stato raggiunto con "The Gallery". E con "Projector" anche quest'altro genere è stato dominato...

Voto: 10/10


-Haven-

Anno: 2000
Casa discografica: Century Media Records

Che avrebbero fatto i DT dopo "Projector"? Questa era la domanda che mi assillava prima dell'uscita di "Haven". Ero incerto tra un ritorno alle vecchie sonorità o il continuo del nuovo genere intrapreso. Ed anche qui la band riesce a stupirmi: fanno entrambe le cose! Sì, perché i suoni sono tecnologici come il precedente album, facilitati da un nuovo inserimento nella line-up, il tastierista Martin Brandstrom, ma tornano a farsi sentire la potenza dei primi lavori (basti pensare che per la prima volta non ci sono parti di voce pulita di Stanne, né la voce femminile). A dire la verità questo full-lenght non lo ritengo un capolavoro, in quanto si discosta da sonorità a me care (non sono troppo fanatico di soluzioni troppo tecnologiche). E' molto difficile, le canzoni sono di breve durata, ma a mio parere niente è frutto di casualità o di calo di qualità della band. Da ricordare sono "Not built to last", "Feast of burden", "The same" e "Rundown", anche se nessuna di queste mi ha trasmesso le emozioni di capolavori del calibro di "Shadow duet", "Punish my heaven", "Lethe" o "ThereIn".
E con "Haven" si chiude la discografia di una band che mi ha lasciato il segno, che mi ha fatto sognare, gridare, gioire. Ed è con trepidazione che aspetto il nuovo full-lenght...

Voto: 6,5/10